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Archivio di Stato di Lucca

Lu.Be.C. 2012 - Cantiere cultura: dal dire al fare

Mostra - Lu.Be.C. 2012

LuBeC 2012 - CANTIERE CULTURA: DAL DIRE AL FARE
Pubblico e Privato. Ricerca e Tecnologia. Turismo. Nuove opportunità di lavoro. Innovazione per le Smart Cities
Lucca, Real Collegio
18 - 20 ottobre 2012

Archivio di Stato di Lucca
Piazza Guidiccioni, 8
55100 Lucca
tel. 0583 491465 - Fax 0583 469396
as-lu[at]beniculturali.it

Direttore: Elisabetta Piccioni

L’Archivio di Stato di Lucca ha proseguito nel 2012 lo sforzo di rendere leggibile e fruibile da un più vasto pubblico il patrimonio conservato, di eccezionale pregio e valore documentario, mediante l’utilizzo di strumenti informatici.
L’attenzione per le tecnologie informatiche quale canale diretto di comunicazione e valorizzazione non è nuova per l’Istituto, che da tempo ha realizzato un proprio sito Internet www.archiviodistatoinlucca.it agile ed elegante e costantemente aggiornato ed ha svolto un grosso lavoro di digitalizzazione. Si ricorda ad esempio che sono visibili sul sito le pergamene dell’intero fondo Diplomatico. Dalla sezione “Carte e mappe” si accede inoltre al materiale cartografico già digitalizzato presente in importanti fondi quali Offizio sopra la differenza dei confini, Deputazione sopra il nuovo Ozzeri, Offizio sopra i Paduli di Sesto, Direzione poi Commissario delle acque e strade, Raccolte e Miscellanee.
L’intento è quello di dispiegare al massimo le potenzialità attrattive del materiale documentario, sottraendolo alla scarsa conoscenza e visibilità che talvolta gli Istituti archivistici scontano. Le innovative modalità di valorizzazione ovviamente sono perseguite senza alcuna rinuncia ad un ineccepibile criterio di scientificità.

In particolare nell’anno corrente l’Istituto ha operato su tale versante in due direzioni: la digitalizzazione di materiale cartografico e la realizzazione di un QR Code illustrativo della storia e delle vicende dell’Archivio di Stato in una significativa sintesi.

 

PROGETTO DI DIGITALIZZAZIONE DI MATERIALE CARTOGRAFICO

Particolare attenzione ha avuto il progetto di ampliamento della fruizione dei fondi cartografici, inserito nel Progetto pluriennale SA.VI. (SAla di studio VIrtuale), finanziato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca.
Nel 2012 sono stati digitalizzati parte del fondo Vecchio Catasto Fabbricati di Lucca e provincia, del fondo Offizio sopra le differenze dei confini e del fondo Fortificazioni della Città e dello Stato, archivi cruciali per la ricerca storica territoriale sia per soddisfare esigenze di carattere professionale che di studio.

L'importanza della cartografia conservata presso l'Archivio di Stato di Lucca è data non soltanto dalla straordinaria qualità di molta parte di essa, relativa ai confini, ai corsi d'acqua, ai rilievi montuosi, ma anche dalla eccezionale quantità di piante, mappe e disegni che rendono possibile ogni ricerca si voglia effettuare anche per il più piccolo appezzamento di terreno in epoca antecedente all'istituzione, a Lucca soltanto ottocentesca, di un catasto particellare.
L’ opera di digitalizzazione intrapresa dall'Archivio di Stato potrà essere ampliata in fondi diversi da quelli più noti fin qui resi consultabili on line.
Si tratta talvolta di interi fondi archivistici, come ad esempio Documenti e mappe depositate (mappe e disegni già allegati a scritture di carattere giudiziario), la raccolta di mappe e disegni di Gio. Battista Carrara, agrimensore lucchese dell'800, e le preziose piante della città dell'Offizio sopra le strade urbane, ma anche di una miriade di rilievi di piccoli o grandi appezzamenti di terreno, chiuse, pascoli, edifici di città e di campagna, che esistono in fondi documentari assai cospicui, come l'Archivio dei Notari, di cui soltanto da poco è stata iniziata l'esplorazione dal punto di vista cartografico.
Un campo d’azione fecondo è dato anche dai numerosi e ricchissimi archivi gentilizi, nei quali, come nel caso delle famiglie Orsetti e Tucci, oltre ai prestigiosi "terrilogi" che la nobiltà e gli enti religiosi commissionavano ai periti misuratori, sono confluiti addirittura interi archivi cartografici di carattere professionale, formatisi ad opera di "pubblici periti" e "pubblici agrimensori" per lo più nel corso dei secoli XVII e XVIII.

Appare quindi con tutta evidenza la pluralità di indirizzi di ricerca (colture agricole, toponomastica, urbanistica, storia dei patrimoni ecclesiastici e nobiliari) che, una volta digitalizzati i singoli disegni, saranno percorribili dagli studiosi, particolarmente di storia del territorio e contesto lucchese.
Oggi la salvaguardia di questo patrimonio, oltre che naturalmente dalla materiale conservazione delle scritture, passa dalla riproduzione digitale, che in qualche modo "immortala" immagini del territorio consentendone la visione dei mutamenti nel tempo in maniera diretta ed efficace: forse oggi siamo soltanto agli inizi di un processo di riproduzione digitale che sarà un contributo capitale, oltre ai preziosi inventari che gli archivisti redigono, alla conoscenza storica.

QR CODE

L’Archivio di Stato di Lucca ha ideato e messo in atto una particolare modalità comunicativa, mirata in particolare in direzione del pubblico giovanile, particolarmente vicino alle più moderne tecnologie della comunicazione.
In tale ottica è stato realizzato un QR Code che, apposto sulla facciata delle due sedi dell’Archivio di Stato, rispettivamente dentro e fuori le mura cittadine, con un semplice click permette di accedere in ogni momento al video su “L’Archivio di Stato, in Lucca: dal torchietto del Bongi alla prima mostra in tasca”.
Il video consente un approccio nuovo in termini di fruizione on line, attraverso il quale è possibile ripercorrere eventi/mostre ed altre iniziative culturali precedentemente attuate. In sostanza l’Archivio di Stato si è dotato di un codice bidimensionale (QuickResponse code) che permette di collegarsi a pagine internet, video e audio online e può essere letto tramite un telefono cellulare o uno smartphone munito di un apposito programma di lettura (lettore di codici QR, ovvero QRreader).Per attivare il codice QR è sufficiente inquadrarlo con la fotocamera del cellulare dopo aver aperto il lettore sul codice stesso.
Ulteriori elementi da mettere in luce dell’iniziativa riguardano la sua caratteristica dinamica e la attitudine ad espandersi ad altri contesti. Per il primo aspetto è importante sottolineare che i dati veicolati dal QR Code non sono immutabili, forniti una volta per tutte ma possono essere aggiornati ed arricchiti con il progredire dell’attività dell’Istituto. Le piccole mattonelle sulla facciata delle due sedi differiscono dalle epigrafi, oltre che per la ricchezza dei contenuti, anche audio, soprattutto per la loro modificabilità nel tempo.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, un obiettivo specifico che l'Archivio di Stato di Lucca si è dato è stato quello di porsi come capofila affinché tutti i palazzi storici e monumentali della Città possano dotarsi di un dispositivo QR Code sulla loro facciata per far sì che veramente “le pietre parlino” in modo semplice e a tutti.
Infine è doveroso ricordare come per tale realizzazione l’Istituto abbia ricercato collaborazioni tecniche e finanziarie al di fuori del Ministero, con ciò intrecciando una serie di contatti ad ampio raggio. Ci si è avvalsi della collaborazione di Umberto Parrini, della Scuola Normale di Pisa, nonché della partecipazione della ditta STASIS (nella digitalizzazione) e della Provincia di Lucca (per la produzione del filmato della mostra per il 150esimo dell’Unità).
Si sottolinea come i soggetti menzionati, attratti dalla qualità del progetto, si siano attivati gratuitamente.
Per l’Istituto il progetto è stato ideato e curato in particolare dalla dr.ssa Marina Brogi.



Ultimo aggiornamento: 30/04/2021