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Archivio di Stato di Lucca

Da Lucchesi a Italiani: il Risorgimento vissuto dentro e fuori le mura cittadine

Mostra nell'ambito del 150° anniversario dell'Unità d'Italia
La mostra è accompagnata dagli incontri culturali con Simonetta Soldani e Massimo Baioni

Lucca, Palazzo Guidiccioni
19 marzo - 3 giugno 2011

Invito inaugurazione (file pdf - 697 KB)

orario 9-12 - Visite su prenotazione, anche guidate

Documenti e cimeli esposti intendono soprattutto lumeggiare figure e volti di gente che operò nel Risorgimento lucchese, piccoli assaggi di studi in corso su carte rispolverate dall’oblio come nel caso del carteggio privato di Cleobulina Cotenna affiorano a ricomporre lo scenario in cui agirono “Patrioti e patriote, fratelli e sorelle d’Italia” (Brogi). Una donna lucchese che, insieme alle tante donne del Risorgimento italiano, esce dall’ombra e dal silenzio snodando il racconto di una vita spesa tra poesie e cospirazioni, salotti e battaglie. Una donna che insieme agli “italianissimi ” suoi genitori, Gaetana Del Rosso e Vincenzo Cotenna, seppe fare di “casa Cotenna” un vitale centro letterario e democratico in cui respirare il clima di fervori liberali ed apertura culturale di tanti famosi salotti del tempo.

L’Unità con carta e inchiostro (Nelli) descrive l’annessione attraverso i manifesti ufficiali e le affissioni pubbliche sui muri lucchesi: testimonianze eloquenti del fermento politico e ideologico dell’Unità, dei sentimenti verso la Francia e la guerra del ’59, di preoccupate riflessioni sul Plebiscito del 1860, della solidarietà nazionale già così sviluppata anche prima dell’Unità.

E poi ecco il Risorgimento tra istruzione e cultura (Busti), con l’apertura della scuola d'infanzia e le testimonianze dello stretto rapporto intercorso tra Ferrante Aporti e Lucca, la scelta di Lucca per educare i tre figli dell'eroe Luciano Manara, la situazione delle scuole elementari al tempo dell’Unità ed i corsi universitari a Lucca con quel tricolore trovato all'università molti anni prima del 1861.

Né manca un’attenta analisi dell’atteggiamento della “Nobiltà lucchese nel processo di unificazione nazionale” (Pesciatini) dall’inizio dell’800 fino a Roma capitale. La posizione politica, in cui si alternano ostilità e preoccupazione, viene esaminata in rapporto al disgregarsi dell’egemonia ecomonico-sociale, rappresentata con appositi grafici statistici.

Il tutto per ricomporre quella silenziosa moltitudine che fu parte attiva dell’unificazione italiana di cui, oggi, finalmente si torna a parlare con ravvivato interesse e fresca immediatezza di documenti.



Ultimo aggiornamento: 30/04/2021