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Archivio di Stato di Lucca

CARTE SETTECENTESCHE DELL'OFFIZIO SOPRA LE SCUOLE: "NOTE" E "SUPPLICHE"


Oggi l'Archivio racconta alcuni documenti tratti dal piccolo fondo dell'Offizio sopra le scuole.

 

Premessa

L'Offizio sopra le scuole fu istituito dal Consiglio Generale (massimo organo legislativo della Repubblica di Lucca) il 31 gennaio 1488, e fu interessato, nel corso del tempo, da riforme, sia per quanto riguarda il numero dei componenti, che per quanto concerne le attribuzioni, fino alla soppressione avvenuta nei primi anni del XIX secolo1. L'evoluzione di questa magistratura, e, più in generale, dell'ordinamento degli studi vigente nella Repubblica di Lucca, può essere seguita anche attraverso le carte prodotte dal Consiglio Generale, con particolare riferimento ai Capitoli sopra le scuole, più volte rivisti nel corso del tempo2. Altri aspetti, come, per esempio, la concessione di sussidi a studenti e maestri, sono documentati negli atti del Collegio degli Anziani (organo esecutivo della Repubblica di Lucca)3.

Dal piano di riforma dell'ordinamento scolastico, che i deputati dell'Offizio redassero nel 17914, in seguito all'apertura dell'Istituto dei pubblici studi di S. Frediano5, risulta che le scuole pubbliche attive a Lucca erano, a quell'epoca, sei6, a ciascuna delle quali soprintendeva un deputato dell'Offizio7: due scuole maggiori (di retorica e di grammatica superiore), una scuola di grammatica inferiore8 e tre scuole "minori", presenti nei terzieri della città, e "destinate al leggere, a scrivere, alle concordanze della lingua latina ed ai primi rudimenti di nostra religione [...], essenzialissime non solo a quelli che vogliono proseguire la carriera delli studi ma ancora a coloro che si dedicano alle arti meccaniche"9.

I deputati dell'Offizio proponevano di sopprimere le due scuole maggiori, divenute superflue con l'apertura dell'Istituto di S. Frediano, e di affidare a quest'ultimo la direzione della scuola di grammatica inferiore "acciò non rimanga un vuoto fra le scuole minori e la grammatica superiore, che s'insegna in detto Istituto, e ciò per maggiore opportunità dei passaggi dall'una all'altra classe"10. Il piano della riforma prevedeva inoltre il trasferimento in S. Frediano della scuola di lingua greca, allora unita a quella di retorica, e l'istituzione di due nuove scuole per l'avvio dei giovani all'esercizio del commercio: una "per la scrittura doppia, arimmetica, formazione di carattere e carteggio mercantile, e l'altra di lingua francese, divenuta ormai generale ed insieme utile al commercio stesso"11.

 

Note e Suppliche nel fondo Offizio sopra le scuole

Il fondo dell'Offizio sopra le scuole comprende due volumi di Deliberazioni (1511-1799) e una raccolta di carte sciolte intitolata Scritture (1740-1799), dalla quale sono tratti i documenti che qui presentiamo.

Tra le tipologie documentarie più rappresentate troviamo le "note". Si tratta di elenchi di libri e di altro materiale scolastico in uso presso le scuole pubbliche lucchesi, con indicazione del numero degli articoli acquistati e del relativo prezzo [foto 1]. L'interesse di queste scritture è molteplice. Dal punto di vista formale (paleografico e diplomatistico), le note sono caratterizzate dall'intervento di mani diverse in tempi diversi: la mano del maestro [foto 2] (o del suo sostituto/"aiuto"[foto 3]) che attesta di aver ricevuto dal libraio il materiale elencato; la mano di un membro dell'Offizio, del quale compare, per lo più, solo la firma, accompagnata dalla qualifica di "deputato" [foto 4], ma che, talvolta, dichiara di approvare il conto dei libri [foto 5] e di autorizzare il camarlingo generale a procedere con il pagamento [foto 6]; la mano del libraio che dichiara di aver consegnato i libri o di essere stato pagato [foto 7]. In alcuni casi le diverse annotazioni recano la data, rendendo così possibile ricostruire la sequenza cronologica degli interventi. [foto 8]

Sulla base delle note o conti di materiale acquistato dall'Offizio sopra le scuole venivano emesse le "mandatorie" o ordini di pagamento dei librai fornitori12. [foto 9]

Per quanto attiene al contenuto, dalle note si possono ricavare informazioni:

- sui testi adoperati nelle scuole pubbliche [foto 10 e foto 11]. Se ne fornisce di seguito un elenco, in base alla materia:

  • per l'educazione religiosa: Offizi della Madonna, Libbretti dell'Angel Custode, Fior di Virtù, Leggende delle SS. Vergini (o Leggendario della vita delle Vergini), Storie della messa, salteri, Libbriccioli della Madonna, Cibo dell'anima, Catechismo romano di Padova, Concilio.

  • dizionari: Vocabolo del Tiraboschi13, Dizionario Francesconi14, Calepino Ambrosi15 Regia Parnassi16.

  • grammatiche: Esercitazione del Vives17, Donato18, Grammatica Porretti19, Guarini Regulae20.

  • autori/opere: favole di Esopo, Cornelio Nepote, Cicerone (Epistole, De Officiis), Virgilio con le note, Orazio, Ovidio, Annibal Caro, De Colonia Rettorica21.

  • altro: libretti delle parti dell'orazione per le concordanze, Veteri Testamenti Selectae.

 

- su altro materiale scolastico acquistato dai librai: scedre22, falsarighe23, carta (di cui talvolta vengono specificati il tipo, la qualità e il formato24), penne25, ambachi26, fiaschi di inchiostro, bacchettine per i conti.

- sui librai attivi a Lucca: il nome che ricorre più frequentemente è quello di Filippo M(aria) Benedini, ma vengono citati anche Giovanni Antonio Simoni, Luigi Lunardi, Rocchi.

 

Un'altra tipologia documentaria che incontriamo frequentemente è quella delle "suppliche" che i maestri pubblici, o aspiranti tali, rivolgevano all'Offizio, per lo più allo scopo di ottenerne l'intercessione presso il Consiglio Generale o il Collegio degli Anziani. Le suppliche venivano discusse durante le riunioni dell'Offizio: i resoconti delle discussioni sono infatti riportati nei volumi delle Deliberazioni. I deputati potevano quindi decidere di accogliere la richiesta del supplicante e di accompagnare la supplica con un memoriale [foto 12].

Le questioni che i supplicanti portavano all'attenzione dell'Offizio erano di varia natura, come possiamo evincere dai seguenti esempi:

Francesco Lodovico Franchi, "maestro della pubblica scuola di rettorica", "col più profondo rispetto, supplicando espuone come, avendo per lunga prova conosciuto apertamente che le gravi ed abituali sue indisposizioni prendono la loro sorgente dalla fatica del suo ministerio, mentre, come affermano i periti, che assistono alla di lui cura, il sangue torpido e pingue, facendo ristagni ne' vasi, lasciavi delle pessime deposizioni, difficoltà di respiro, e quando non vi si porga pronto ed oportuno rimedio, formar minaccia un'asma insanabile, onde non gli è permesso, senza evidente pericolo della vita, continuare in tale esercizio, si trova astretto ad implorare dall'illustrissimo Offizio la permissione di fare in esso supplire per mezzo del reverendo sig. Domenico Serafini, soggetto noto, ed a tale impiego dall'eccellentissimo Consiglio abilitato [...]. [foto 13]

Il sacerdote Domenico Serafini lamenta la sospensione dell'"assegnamento accordatogli dall'eccellentissimo Consiglio per le lezioni di lingua greca", a causa "dell'eccessiva dimora sua fuori di Stato". Il maestro si giustifica precisando di aver già anticipato, prima di partire, "moltissime lezioni" e di essere ora pronto a "supplire le mancanti lezioni per tutto il tempo che piacerà alle Signorie Vostre illustrissime di prescrivergli". Chiede quindi che gli sia accordato il suddetto assegnamento, tanto più che "la tardanza del suo ritorno non fu per colpa sua, dipendendo dalle circostanze del mare". [foto 14]

Il sacerdote Giuseppe M(ari)a Frediani, "maestro minore", chiede di poter essere affiancato da un "aiuto", avendo egli sessantanove anni ed essendo "non di rado incomodato da gotta e reumatismi, come costa dalla presentata fede del medico" (allusione al certificato medico originariamente allegato alla supplica e a noi non pervenuto). [foto 15]

Giovanni Viviani chiede che gli siano permutate nel mese di novembre le vacanze previste per ottobre. Per tali vacanze egli ha in programma di recarsi in campagna "ed ivi, col beneficio dell'aria, rimettersi da sofferti incommodi della scuola". Fa inoltre presente che tale scambio "ridonda in vantaggio ancora degli scolari, la maggior parte de' quali sogliono fare la villeggiatura non più in ottobre ma in novembre". [foto 16]

Giuseppe Gaetano Maria Frediani di Lucca chiede ai membri dell'Offizio di accompagnare con un loro memoriale la supplica che gli intende rivolgere al Consiglio generale, affinché gli sia accordato "il primo posto di uno de' maestri delle Scuole minori che fosse per vacare". [foto 17]

Terminiano il nostro breve excursus di documenti settecenteschi dell'Offizio sopra le scuole con una comunicazione del sacerdote Giovanni Viviani, maestro di scuola pubblica maggiore, il quale "per rimaner libero da ogni taccia di negligenza", avverte per tempo di non essere riuscito a trovare "il giovinetto nobile che reciti la solita orazione a S. Frediano nella prossima vigilia della solennità dell'Esaltazione di S. Croce". In calce al documento una nota d'altra mano, datata 8 agosto 1764, informa che l'avviso del Viviani è stato trasmesso dal Collegio degli Anziani (cui era indirizzato) all'Offizio sopra le Scuole "acciocché possa prendere sopra il contenuto di esso quelle resolutioni che reputerà più proprie". [foto 18]

Il documento allude alle orazioni che i maestri avevano il compito di preparare e poi di far recitare dagli studenti, in diverse occasioni (come la festa dell'Esaltazione della Santa Croce), per espressa disposizione contenuta nei Capitoli sopra le scuole.

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1 Cfr. Inventario del R. Archivio di Stato in Lucca, voll. I-IV, a cura di S. Bongi, Lucca, Istituto Storico Lucchese, 1999 (ristampa anastatica dell'edizione 1872-1888), vol. I, pp. 221-222.

2 Una trascrizione dei Capitoli redatti negli anni 1499, 1524, 1546, 1574, è in: P. Barsanti, Il pubblico insegnamento in Lucca dal secolo XIV alla fine del secolo XVIII, Lucca 1905.

3 Anche di questi documenti si può leggere una trascrizione nel volume di cui alla nota precedente.

4 ASLu, Offizio sopra le scuole, n. 2 “Deliberazioni” 1622-1779, deliberazione del 4 luglio 1791. Il testo della riforma si può leggere anche nella raccolta di "Scritture" (ASLu, Offizio sopra le scuole, n. 3). La raccolta non è ordinata; il documento in questione è un fascicolo di n. 6 carte datato 1792 giugno 1, con nota posteriore del 1792 luglio 18.

5 L'Istituto, fondato nel 1780 e aperto nel 1788, era amministrato da una speciale Deputazione, istituita nel 1783.

6 "[...] Le scuole a cura nostra, che erano in addietro in numero di sette, sono rimaste a sei, e dopo la morte del rinomato padre Beverini, per non essere stata rimpiazzata la catedra di Primo Umanista [...]": cfr. supra nota 4.

7 L'assegnazione delle scuole pubbliche alla soprintendenza dei sei deputati dell'Offizio sopra le scuole si può desumere dai volumi delle Deliberazioni.

8 Si intendano i primi rudimenti della grammatica latina: declinazioni, coniugazioni etc.

9 Cfr. supra nota 4.

10 Cfr. supra nota 4.

11 Cfr. supra nota 4.

12 Tra i fondi dell'Archivio di Stato di Lucca c'è quello del Camarlingo generale, che comprende la serie Mandatorie: cfr. S. Bongi, Inventario cit., vol. II, pp. 6-8: p. 7.

13 Girolamo Tiraboschi, storico della letteratura italiana (1731-1794).

14Dizionario italiano e latino di Maurizio Francesconi (1762).

15 Dizionario di latino sul tipo di quello redatto, nel 1502, dall'umanista Ambrogio Calepio detto "Calepino" (ca. 1435-1511).

16 Dizionario poetico latino, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1679.

17 Metonimia per indicare le opere dell'umanista Juan Luis Vives (1492-1540), in particolare l'Exercitatio linguae latinae.

18 Metonimia per indicare l'Ars Grammatica di Elio Donato (metà IV secolo d.C.). Nelle note troviamo anche Donati con le Regole (o dalle Regole), e Donati volgarizzati.

19Grammatica della lingua latina (1761) di Ferdinando Porretti, teologo e precettore pubblico di Padova.

20 Manuale per l'insegnamento della grammatica latina scritto dall'umanista Guarino Veronesi (1374-1460).

21De arte rhetorica di Domenico De Colonia, 1738.

22 Il termine scedera (o scedra) indica, nell'uso toscano, il quaderno usato dai bambini per imparare a scrivere.

23 Fogli con righe, da mettere sotto a quelli, senza righe, sui quali si scriveva, in modo da scrivere diritto.

24 Per esempio: carta fina fioretto metà taglio da lettera e metà in foglio tutta pareggiata e tagliata, carta per fare gli esemplari.

25 Con distinzione tra penne buone d'Inghilterra o d'Olanda e penne ordinarie, riservate, le prime, ai maestri, le seconde agli scolari.

26 Abachi.



Ultimo aggiornamento: 13/05/2020