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Archivio di Stato di Lucca

Archivi e Risorgimento

Giornata di Studio

Invito a Palazzo Guidiccioni

Archivio di Stato di Lucca
Piazza Guidiccioni, 8 - Lucca
Sabato 11 febbraio 2012 ore 10.30

Nel contesto del ricco calendario di conferenze e seminari proposti a margine della mostra "Lucca e le mura: itinerari del Risorgimento", su coordinamento dell'assessorato alla cultura del Comune di Lucca, allo scopo di approfondire le tematiche culturali, urbanistiche, sociali, politiche, architettoniche del processo di unificazione così come fu vissuto nella nostra Città ed evidenziato dalle cinque mostre tuttora in programma, l'Archivio di Stato invita a partecipare alla giornata di studio su ARCHIVI E RISORGIMENTO, sabato 11 febbraio, ore 10.30.

L'approfondimento tematico si inserisce nel contesto della mostra già inaugurata dall'Archivio il 19 marzo 2011: "Da Lucchesi a Italiani: il Risorgimento vissuto dentro e fuori le mura cittadine", appositamente prorogata a tutt'oggi e, in raccordo con le iniziative promosse dall'Amministrazione comunale, allargata con una sezione specificamente dedicata all’esposizione provinciale del 1877.

Programma

Ore 10,30
Saluti delle autorità
Introduce la dott.ssa Diana Toccafondi, direttrice dell’Archivio di Stato

Ore 11,00
Relatori:
Marina Brogi, L'Archivio di Stato in Lucca: dal "torchietto" del Bongi alla prima "mostra in tasca" (Visualizza filmato)
Sergio Nelli, L'Archivio Sardi e l'esposizione provinciale del 1877

Al termine, seguirà la visita guidata alla mostra.

Marina Brogi, vicedirettrice dell'Archivo di Stato, presenta una sintesi sulle vicende di questo illustre Archivio avvalendosi di pagine del sito dell'Archivio e breve filmato con cui suggerirne il percorso nel tempo. Gli innegabili legami nati tra archivi e movimento risorgimentale in quello sconvolgente '800 trovano, a Lucca, un ulteriore aggancio nella figura di Salvatore Bongi che fu giovane patriota prima che celebrato archivista e bibliofilo. La sua vita e il suo lavoro offrono una ghiotta occasione per riflettere e ripercorrere la storia dell'Archivio stesso negli intrecci di tradizione ed innovazione che consentono all'Archivio di tenersi al passo coi tempi, sfruttare le opportunità offerte dai progressi tecnologici tanto da costruire porte d'accesso diretto agli archivi, da consentirne la navigazione e la ricerca fino alla consultazione diretta dei singoli documenti inseriti in digitale, portando oggi le carte lucchesi oltre i confini geografici cui appartengono materialmente, fino alla scrivania di ciascun utente, ovunque egli si trovi connesso.
Le mura cittadine, quasi simbolica cinta protettiva della memoria e della conservazione del ricco patrimonio documentario ivi racchiuso, si aprono al mondo ed al più giovane pubblico che vive tra web e quotidianità in veloce trasformazione. Non solo simbolicamente, l'Archivio apre una sede anche fuori le mura e vi accoglie importanti archivi d’imprese ed appronta nuove strutture espositive invitando i cittadini a raccogliere i frutti di una tradizione di proficuo lavoro sulla propria storia; con tale rassicurante bagaglio accetta le sfide del presente e guarda oltre limitanti confini culturali.

Sergio Nelli, che è autore dell'inventario dell'Archivio Sardi edito nell'ottavo volume degli Inventari lucchesi ed ha curato la specifica sezione della mostra, illustra come nel 1876, pochi anni dopo l'Unità d'Italia, nacque a Lucca l'iniziativa di una "Esposizione Provinciale": essa fu destinata a portare a conoscenza del pubblico le multiformi attività imprenditoriali esistenti nei confini della provincia lucchese. Dopo alcune difficoltà di carattere economico, si comprese l'occasione offerta all'imprenditoria locale per pubblicizzare i propri prodotti e farsi conoscere da un pubblico più vasto, anche attraverso l'eco della stampa, che descrisse minutamente i prodotti esposti in ogni settore. Alla Esposizione concorsero poi i ceti abbienti cittadini per esporre quelli che oggi chiameremmo "beni culturali": le sale del Palazzo Pubblico e del convento di S. Maria Bianca ospitarono la straordinaria quantità di opere d'arte, mobili, stoffe, ceramiche, mobili, armi, arazzi, abiti, che le dimore lucchesi furono capaci di fornire all'ammirazione del pubblico. L'organizzazione, le scritture della quale sono conservate nell'Archivio Sardi presso l'Archivio di Stato di Lucca, previde accordi con le Ferrovie per facilitazioni nei trasporti, per la documentazione fotografica affidata ai Fratelli Alinari, per la sorveglianza dell'ordine pubblico; svolse inoltre le pratiche per la presenza, all'inaugurazione, del principe ereditario Umberto, che però non poté intervenire. L'Esposizione, oltre all'occasione di impiego che fornì alla forza lavoro locale, diede modo di farsi conoscere ed apprezzare anche a giovani artisti, tra i quali Giacomo Puccini, appena diciannovenne.



Ultimo aggiornamento: 04/10/2018